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UVA / UVB / INFRARED LAMPS /

DISPOSITIVO PER LA FOTOTERAPIA

UVB a banda stretta con aggiunta di UVA che coadiuvano il processo di guarigione di molte malattie della pelle e stimolano, nei soggetti sani, la produzione a cascata degli ormoni della salute. Inoltre viene stimolata la produzione di vitamina D determinante per potenziare il naturale sistema immunitario.

BENEFICI DELLA FOTOTERAPIA

La fototerapia con i raggi UV presenta una folta letteratura scientifica, con una serie di benefici sia per chi presenta problematiche cutanee, sia per chi vuole rimanere in salute, produrre naturalmente la vitamina D senza ricorrere all’integrazione, e stimolare i sistemi endocrini a funzionare correttamente. Ecco alcune patologie su cui è possibile intervenire:

Uno studio molto significativo, è stato effettuato su pazienti irlandesi sottoposti a trattamento UVB a banda stretta per psoriasi. Fino al 75% degli irlandesi è carente di vitamina D nei mesi invernali, e questo studio ha mostrato che i livelli sierici di 25(OH)D sono aumentati in modo significativo da una mediana di 23 ng/mL a 59 ng/mL rispetto al gruppo di controllo che non ha avuto nessun cambiamento. Quindi, l’aumento di 25(OH)D è stato un effetto collaterale benefico al successo del trattamento per la psoriasi. Tuttavia, in base ai risultati di questo studio, gli autori non sono riusciti a collegare l’aumento dei livelli di 25(OH)D alla clearance della psoriasi, perché non vi era correlazione con la risposta al trattamento. Pertanto, il miglioramento del 25(OH)D e della psoriasi sono contemporanei ma scollegati. La motivazione più sensata è da ricercarsi quindi nella produzione intradermica della forma attiva della vitamina D, cioè il calcitriolo (1,25(OH)2D). La conferma arriva da un altro studio, dove il risultato positivo nel trattamento della psoriasi tramite radiazione UVB a bada stretta (311nm), è parzialmente collegato all’azione antriproliferativa e prodifferenziativa del calcitriolo sui cheratinociti. Un altro studio molto interessante, ha confermato l’aumento di 25(OH)D tramite fototerapia UVB a banda stretta, ma solo in pazienti con bassi livelli iniziali. Questo è molto importante perché la produzione di vitamina D tramite l’esposizone alla radiazione UVB, è auto-regolante, e ne impedisce un accumulo potenzialmente dannoso. L’utilizzo della tecnologia a banda stretta ‘narowband’, permette di avere una clearance più veloce delle placche psoriasiche con un effetto più duraturo rispetto ad una tecnologia a banda larga.

I trattamenti più efficaci utilizzano principalmente un mix di UVB e UVA, con cui si ha una clearance o un netto miglioramento nel 90% dei pazienti. Il trattamento può essere adiuvato da un trattamento farmacologico a corticosteroidi, che può anche permettere una riduzione dell’esposizione agli UVB.

La terapia di prima linea riguarda i corticosteroidi se la zona è limitata, ma con una superficie interessata che supera il 20% del corpo, la fototerapia è praticamente d’obbligo, con un maggior successo sull’area del volto. La fototerapia può portare a una repigmentazione, che avviene come risultato dell’attivazione, proliferazione e migrazione dei melanociti nell’epidermide, dove formano isole di pigmentazione perifollicolari. Di solito viene utilizzata la PUVA oppure la UVB. La narrowband UVB, negli ultimi anni ha avuto un grande successo, e molti hanno messo in luce meccanismi d’azione e procedure per rendere la terapia più efficace.

Le lesioni provocate da questa patologia occorrono frequentemente in aree del corpo non esposte al sole. Pertanto, la fototerapia si è rivelata molto efficace, sia utilizzando l’UVA con agenti fotosensibilizzanti, sia tramite l’UVB narrowband, inducendo l’apoptosi dei linfociti T. Un mix di UVA e UVB permette di avere una massima efficacia.

Lo scleroderma a la sclerosi sistemica sono malattie complesse con fibrosi estensiva secondaria ad un disturbo del metabolismo del collagene, disregolazione vascolare e autoanticorpi verso vari antigeni cellulari. La fototerapia è un’opzione terapeutica efficace, soprattutto nella forma UVA1, che penetra in profondità e induce l’espressione dell’RNA messaggero della collagenasi, la deplezione delle cellule T e delle citochine IL-1 e IL-6, e una neovascolarizzazione. L’induzione della collagenasi porta ad una riduzione dello spessore della placca sclerotica, incrementando l’elasticità della pelle. La terapia UVA1, rispetto ad un UVA con fotosensibilizzante, ha una minor probabilità di reazioni fototossiche con una maggior penetrazione della radiazione-

La radiazione UVB, oltre a sopprimere l’infiammazione cutanea, agisce anche su quella sistemica mediante la modulazione della risposta immunitaria adattativa, mediante la soppressione della risposta proaterogena da parte delle cellule Treg, prevenendo lo sviluppo delle placche aterosclerotiche.

La vitamina D regola la produzione di catelicidina LL-37, che ha effetti antimicrobici e riduce l’attività delle endotossine, riducendo nel frattempo la produzione delle citochine proinfiammatorie. L’effetto sulle endotossine è di grande aiuto nella riduzione dell’infiammazione sistemica e di tutte le patologie croniche ad essa associate [15], (tra cui anche la sindrome metabolica), mentre la riduzione della tempesta citochinica permette di mitigare gli effetti di virus influenzali. Pertanto, la fototerapia risulta la strategia più efficace per produrre la quantità necessaria di vitamina D, senza il rischio di eventuali effetti collaterali derivanti da un possibile sovradosaggio collegato all’integrazione.

La radiazione UV riduce l’infiammazione e modula il sistema immunitario tramite meccanismi sia dipendenti che indipendenti dalla vitamina D, rendendola fondamentale nella prevenzione e nel trattamento di patologie infiammatorie intestinali, artrite reumatoide, sclerosi multipla: i ricercatori hanno dimostrato che la radiazione UVB a banda stretta (311nm), sopprime la risposta infiammatoria e impedisce la demielinizzazione nel midollo spinale. Gli effetti protettivi sono dipendenti dall’attivazione delle cellule di Langherans cutanee, portando ad un incremento del numero delle cellule dendritiche tollerogeniche e ad un significativo aumento delle cellule Treg, che attenuano l’attivazione generale delle cellule T e sopprimono l’infiammazione.

Evidenti benefici anche su altre malattie della pelle come: Lichen planus, pitiriasi lichenoide, pitiriasi rosea, eritema polimorfo, foruncolosi, prurigo nodularis, lupus vulgaris, Pitiriasi versicolor.

Vari studi clinici hanno inoltre dimostrato i benefici dei raggi UV nella prevenzione d'infezioni virali come il SARS-COVID-19 (FONTE)

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